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I depositi evaporitici e le evidenze di tettonica compressiva di Fosso Cupo

Rilevanza: Nazionale
Valore del Geosito: Stratigrafico, Scientifico
Tipo: Di interesse stratigrafico

Sul fianco orientale del Monte Morrone, in sinistra idrografica del Fiume Orta, si osserva un sovrascorrimento: la struttura carbonatica costituita da una serie Meso-cenozoica è stata spinta e si è in parte sovrapposta alla successione terrigena di Miocene superiore–Pliocene inferiore (torbiditi silicoclastiche di avanfossa). Questo contesto geologico strutturale riflette i movimenti compressivi legati all'evoluzione della catena dell'Appennino centrale. La stessa successione torbiditica mostra un sovrascorrimento interno: alcune porzioni del pacco terrigeno sono disposte in giacitura rovesciata (tipico elemento di intensa deformazione tettonica durante la fase di piegamento e accavallamento). Sul versante l'erosione del torrente stagionale Fosso Cupo mette in evidenza strati argillosi grigio-scuro con livelli sottili di gesso. Questi livelli sono attribuiti al Messiniano (Miocene superiore) e rappresentano depositi evaporitici legati alla crisi di salinità messiniana (6–5,3 Ma). La presenza dei livelli evaporitici costituisce un marker stratigrafico e tettonico importante per ricostruire l'evoluzione della depressione di avanfossa compresa tra il Monte Morrone e la Maiella, inoltre permette le correlazioni con altri affioramenti di successioni torbiditiche dell'Appenino centrale.

La zona di Fosso Cupo documenta il sovrascorrimento della struttura carbonatica sulle torbiditi messiniano-plioceniche.
All'interno della stessa successione terrigena sono presenti strutture tettoniche secondarie (sovrascorrimenti interni e giaciture rovesciate).
Le evaporiti messiniane affioranti nel Fosso Cupo fungono da livello guida per correlare le torbiditi di tutta la Valle dell'Orta, confermando il loro contesto di avanfossa appenninica.