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Il vecchio villaggio abbandonato (frana cosismica) di Salle

Rilevanza: Nazionale
Valore: Geoturistico, Scientifico
Tipo: Di interesse geomorfologico

Il borgo medievale di Salle Vecchio, arroccato su uno sperone roccioso lungo il versante del fiume Orta, rappresenta un luogo emblematico in cui storia, geologia e memoria collettiva si intrecciano. L'antico insediamento, che per secoli aveva dominato il paesaggio della Maiella nord-occidentale, fu segnato da un evento drammatico all'inizio del Novecento. Il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, uno dei più forti mai registrati nell'Appennino centrale, colpì duramente il paese: circa il 50% degli edifici risultò distrutto o gravemente lesionato. Ma il vero colpo di grazia arrivò pochi mesi dopo, nel maggio dello stesso anno, quando si verificò una frana di versante. Il movimento gravitativo, innescato dalle sollecitazioni sismiche e favorito dalle piogge, trascinò a valle un'intera porzione del borgo, cancellandola per sempre.

Si trattò dunque di una frana co-sismica, ossia un fenomeno direttamente collegato all'evento sismico, che rese evidente la fragilità geologica del sito. La combinazione di litologie fratturate, acclività del pendio ed erosione da parte del fiume Orta aveva predisposto il terreno all'instabilità, e il terremoto agì come fattore scatenante.

Il progressivo abbandono dell'abitato portò, a partire dagli anni Trenta, alla nascita del nuovo paese di Salle più a valle, mentre Salle Vecchio rimase un borgo fantasma. Oggi le sue rovine testimoniano non solo la storia di una comunità, ma anche il legame profondo tra dinamiche naturali e vicende umane, rendendo questo luogo un geosito di grande interesse geologico, storico e culturale.