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Faglia attiva del Morrone

Rilevanza: Internazionale
Valore del Geosito: Scientifico, Educativo, Geoturistico
Tipo: di interesse Geologico Strutturale


Questo geosito è importante perché mette in luce un tratto della faglia del Morrone, questa frattura è importante perché ci aiuta a capire come funziona la Terra e come si formano le montagne e le valli. È anche un segno che la Terra è viva e sempre in movimento!
La faglia del Morrone è una struttura geologica molto studiata sia per la comprensione della tettonica attiva dell'area sia per la valutazione del rischio sismico. Tale faglia si estende lungo tutta la dorsale carbonatica del Morrone, secondo una direzione NW-SE, da Popoli a nord e Pacentro a sud, per oltre 21 km. Una faglia è un punto di rottura della roccia a seguito delle enormi pressioni che essa riceve nell'ambito della dinamica terrestre, nello specifico gli Appennini sono montagne giovani (hanno cominciato a formarsi “solo” 40 milioni di anni fa), e ancora oggi sono in sollevamento grazie alla spinta tra la placca africana e quella euroasiatica, che si avvicinano e si scontrano lentamente. Quando lungo la faglia si generano rotture delle rocce, si generano terremoti.
Una faglia attiva e capace è una faglia che si è attivata almeno una volta negli ultimi 40.000 anni e che è capace di raggiungere la superficie topografica, producendo fratture e/o dislocazioni nel terreno. La faglia del Morrone è un esempio classico di faglia diretta e lungo il suo piano di scorrimento il blocco orientale (la montagna del Morrone) si è sollevato rispetto al blocco occidentale (la conca di Sulmona), che è scivolato verso il basso.
La faglia del Morrone con i suoi movimenti nel corso del tempo ha determinato il paesaggio che oggi vediamo, essa è infatti tettonicamente responsabile della formazione dell'ampia Conca di Sulmona. Quello che si vede nel geosito di Roccacasale è l'emergenza del cosiddetto “specchio di faglia”, cioè il piano di rottura su cui si è avuta la dislocazione dei due blocchi di roccia. Data la grande frizione che si è avuta tra i due blocchi nel loro movimento, il piano si presenta liscio proprio come fosse uno specchio e “riflette” i movimenti con segni visibili come striature o solchi che indicano la direzione dello spostamento.
Tutt'intorno alla faglia le rocce si presentano molto fratturate, a tratti ridotte in sabbia, testimonianza della grande energia messa in gioco nei processi.
Nonostante la faglia del Morrone non abbia prodotto eventi storici importanti negli ultimi secoli, sappiamo che può generare terremoti significativi con magnitudo massima attesa ≥ 6,5. La sua quiescenza sismica (cioè l'assenza di grandi eventi recenti) ne determina un elevato rischio in quanto potrebbe indicare un lungo tempo di ritorno e quindi un potenziale accumulo di energia.
I terremoti non possono essere previsti, ma sapere quali sono le aree più sismiche e conoscere le faglie che possono generare terremoti ci aiuta a intervenire sugli edifici in modo da renderli sempre più sicuri e in grado di resistere ai terremoti.

Curiosità: Indagini archeosismologiche hanno suggerito che l'ultimo evento di attivazione della faglia del Morrone sia avvenuto nel II secolo d.C. (Ceccaroni et al., 2009). Tale ipotesi sembrerebbe essere avvalorata anche dalle indagini paleosismologiche condotte dopo il sisma del 2009.