GEOSITI
percorso: Home > GEOSITI > Geositi

Faglie di Piano Delle Cappelle e Pozzo Esplorativo Maiella 2

Rilevanza: Internazionale
Valore del Geosito: Scientifico, Geoturistico
Tipo: di interesse Geologico Strutturale


Il principale sollevamento della montagna della Maiella è avvenuto durante il Pliocene superiore, circa 3,5 milioni di anni fa, in seguito alle ultime fasi compressive che hanno portato alla formazione dell'Appennino centrale. Questo processo ha trasformato quella che era una piattaforma carbonatica sottomarina in una montagna emersa.
Successivamente, dopo questa fase compressiva, l'area è stata interessata da movimenti distensivi che hanno generato importanti faglie normali. In questo affioramento è visibile un ampio piano di faglia, risultato proprio di questi movimenti tettonici più recenti. Questa faglia ha causato il sollevamento del blocco orientale e l'abbassamento di quello occidentale, definendo un chiaro dislivello tra le due porzioni della crosta terrestre.
Il rigetto totale della faglia (cioè lo spostamento verticale complessivo) può essere stimato analizzando le età degli strati che essa mette a contatto: si tratta di un dislivello di circa 100 metri, mentre la lunghezza della faglia si estende per circa 10 chilometri.
Proprio in prossimità di questa faglia, a est della Fonte Pirella, nel 1961 la società SORI (Società Ricerche Idrocarburi) ha perforato il pozzo esplorativo Maiella 2, raggiungendo una profondità di 1656 metri. Alla base del pozzo sono state incontrate rocce molto antiche, le dolomie del Triassico Superiore, risalenti a circa 205 milioni di anni fa.

L'esplorazione petrolifera nella Maiella ha avuto due scopi principali:
1. La ricerca diretta di idrocarburi, in particolare nei settori settentrionali della montagna, dove si trovano bitumi naturali, sfruttati per secoli e in maniera intensiva fino agli anni '60.
2. L'uso della Maiella come modello geologico per lo studio dei giacimenti petroliferi presenti nel Mare Adriatico, poiché le strutture e le rocce della Maiella rappresentano un ottimo analogo affiorante dei sistemi petroliferi sottomarini.