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Fiume Alento e Abbazia di San Liberatore a Maiella

Rilevanza: Nazionale
Valore del Geosito: Geoturistico
Tipo: Di interesse geomorfologico

Siamo nel versante settentrionale della Maiella in un geosito di particolare interesse sia per il patrimonio naturale e geologico che soprattutto culturale. La maestosa Abbazia di San Liberatore a Maiella rappresenta l'esempio più eclatante di architettura romanica abruzzese. Nell'Alto Medioevo, la montagna è colonizzata dal monachesimo benedettino che si occupa anche di ripristinare le antiche attività economiche collegate alla pastorizia. Il monumento, imponente nella sua forma composta dalla Chiesa e dal campanile, si inserisce con il suo complesso lapideo di colore chiaro, come un gioiello nell'ambiente arboreo verdeggiante. La morfologia e la geologia del territorio giocano un ruolo fondamentale, vengono scelti luoghi nascosti e reconditi, all'interno dei valloni profondi e facilmente controllabili per custodire gli edifici, nasce così l'abbazia grandiosa di San Liberatore. Il materiale lapideo utilizzato per edificare l'abbazia è la pietra concia proveniente dalle cave locali dove si estraevano i calcari bianchi della Maiella. Su questi stessi calcari anche la natura scolpisce e modella grazie all'azione del Fiume Alento, poco distante dall'abbazia dove passa il sentiero D3 che incontra complessi rupestri. Scavati nella roccia è presumibile ritenere che questi siano nati per volontà dei monaci benedettini di S. Liberatore che li utilizzavano o per ricavarvi delle tombe o per realizzare delle celle eremitiche. Il sentiero è disseminato di ponticelli e piccole cascate, continui salti e mulinelli. Si possono osservare diverse vasche scavate nella roccia dall'acqua che in questi luoghi assume una bellissima colorazione smeraldina e turchese. L'ambiente è incantevole, e ricco di biodiversità, la vegetazione florida è caratterizzata da specie tipiche delle aree umide e palustri. Sono presenti pioppi, salici, felci, edera, aceri, frassini, carpini e molte altre varietà di piante idrofile. Dal punto di vista faunistico è possibile trovare caprioli, volpi, ricci, nelle acque del fiume, oltre alle trote, dimora il raro anfibio ululone dal ventre giallo.

Curiosità:
La fondazione del monastero benedettino è avvolta nella leggenda. Quella più antica, vuole che due patrizi romani donarono allo stesso San Benedetto i beni per la costruzione dell'insediamento, mentre un'altra legenda di età carolingia, narra che Carlo Magno nel 781 per celebrare la vittoria del suo esercito su quello longobardo, edificò una chiesa sul luogo dove erano caduti in battaglia tanti suoi soldati e la dedicò a Cristo Liberatore. Una interessante considerazione geologica riguarda la frequenza di fenomeni sismici in Maiella, tra cui il terremoto del 990 che ridusse in macerie parte dell'Abbazia.