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Le sorgenti dell'Aventino

Rilevanza: Natzionale
Valore del Geosito: Geoturistico, Scientifico, Educativo
Tipo: di interesse Idrogeologico

Le Sorgenti di Capo di Fiume, situate a circa 3 km da Palena lungo la Strada Statale 84, rappresentano il punto in cui nasce il Fiume Aventino, uno dei corsi d'acqua più importanti dell'area della Maiella. Ci troviamo sul versante nord-orientale del Monte Porrara, in un ambiente fresco, umido e ricco di vegetazione, dove l'acqua sgorga direttamente dalla roccia calcarea. Le sorgenti sono costituite da quattro polle principali, tre sul lato destro e una sul lato sinistro del torrente, con una portata media di oltre un metro cubo d'acqua al secondo, che può però variare molto nel corso dell'anno, passando da valori minimi in estate a portate molto abbondanti durante lo scioglimento delle nevi e le piogge primaverili. L'alimentazione delle sorgenti è mista:

  • Circa il 65% dell'acqua proviene dalle rocce calcaree del Monte Porrara, dove la pioggia e la neve si infiltrano nel sottosuolo attraverso fratture e cavità carsiche.
  • Il restante 35% deriva dalle acque superficiali che scorrono nel Fosso La Vera, le quali, dopo aver attraversato la grande conca carsica del Quarto di Santa Chiara, scompaiono nell'inghiottitoio della Vera (altro geosito collegato), per riapparire qui dopo aver percorso un complesso sistema sotterraneo.

Questo percorso è stato dimostrato scientificamente tramite l'uso di traccianti fluorescenti, che hanno permesso di seguire il viaggio dell'acqua attraverso il sistema carsico. Una volta riemerse, le acque formano il torrente Cotaio, che da questo punto prende il nome di Fiume Aventino e, più a valle, si unirà al Fiume Verde nei pressi di Fara San Martino, prima di diventare affluente del Sangro. Una parte dell'acqua del fiume viene anche sfruttata nella centrale idroelettrica di Taranta Peligna.

Le sorgenti ospitano un ambiente di straordinaria qualità ecologica, con specie animali tipiche delle acque fredde e pulite, come l'ululone dal ventre giallo (anfibio raro), la trota fario, il merlo acquaiolo, uccello capace di “camminare” sott'acqua.